La Fiat, annunciando investimenti per 20 miliardi di euro, oltretutto senza indicarne i tempi e senza darne la minima garanzia, e presentando l’accordo su Pomigliano come finalizzato al rilancio della produzione, ha semplicemente messo in scena una manovra truffaldina, perché l’attualità e la prospettiva del mercato dell’auto tutto fanno presagire fuori che in quattro e quattr’otto, come dice Marchionne, la domanda di auto possa assorbire il raddoppio (previsto nei presunti piani del Lingotto) di quelle oggi prodotte.
Questo il comunicato del sindacato operaio della Zastava
C O N T R O I PRETESTUOSI E ILLEGITTIMI LICENZIAMENTI A MIRAFIORI E MELFI
IL PIANO MARCHIONNE E LA MANOVRA GOVERNATIVA “ LACRIME E SANGUE
”L’AZZERAMENTO DEL “ PREMIO DI RISULTATO”
Il gruppo Fiat prosegue imperterrito nel disegno di disconoscimento dei diritti a partire dallo sciopero e nell’adeguamento degli stabilimenti al regime di caserma . Chi non ci sta e si oppone, chi reclama diritti e dignità , è soggetto alla moltiplicazione dei provvedimenti disciplinari, alla persecuzione nei reparti confino e al licenziamento. Di siffatte intimidazioni,coercizioni e repressioni è costellata la storia Fiat , dal dopoguerra ad oggi. Da Valletta a Romiti a Marchionne , tutti si sono distinti per le schedature, per i reparti confino, per i licenziamenti, nel tentativo di piegare e di costringere alla resa la classe lavoratrice , che ha dovuto combattere su due fronti, anche contro i sindacati complici e venduti.
CONTRO IL” DIKTAT MARCHIONNE” CHE PRETENDE DI CANCELLAREI DIRITTI COSTITUZIONALE DI SCIOPERO E CONFLITTO SINDACALE.
Eccolo smascherato il piano Marchionne “ prendere o chiudere Pomigliano”, su cui si incentrano le mire dell’intero padronato e del governo tesi a liquidare la resistenza dei lavoratori tutti ! Compleanni da morto : per l’Alfa che festeggia i 100 anni con Pomigliano che smette di produrla ; per lo Statuto dei Lavoratori che compie 40 anni ,con il governo Berlusconi che vuole liquidarlo! Alla Fiat-Pomigliano la posta in gioco non è più solamente la super produttività e il regime da caserma, bensì utilizzare il ricatto “ chiusura Pomigliano”per piegare le residue azioni sindacali per soccombere al diktat dell’abolizione dello sciopero e della contrattazione.
Thyssenkrupp continua ad accumulare profitti, nel mese di aprile, nonostante la tanto declamata crisi, gli indicatori economici sono positivi: di fronte alla perdita di un milione di € di AST, S.D.F. ha guadagnato 4 milioni di €, 1 Terninox ed un altro il Tubificio. C’è stato cioè un utile complessivo di 5 milioni di €, ma nonostante questo sulla busta paga il 27 ci hanno sottratto ciò che ci spettava: i 350€ lordi del premio di produzione.
Il 9/7 , non è bastato ai lacchè Cisl-Uil-Ugl-Fismic omaggiare il padrone Fiat a Torino – accordandogli tutto, ovvero l’assenza di vertenze,rivendicazioni,diritti,scioperi - questi venduti si sono assunti la funzione di “ Kapò”, in nome della “ governabilità “ della caserma di Pomigliano !
Spetterà a loro il lavoro sporco della decimazione dei lavoratori, il collocamento dei selezionati per il passaggio alla nuova società , non più Fiat, che costruirà la Panda alle condizioni capestro impartite da Marchionne. Spetterà a loro fare la spia e denunciare fino ai licenziamenti , quei comportamenti liberatori che insorgeranno anche tra quelli del SI individuati per la “ new co.”.
Di questo si è parlato e concordato il 9/7 a Torino con l’americano Marchionne, che preferisce gli scontati osanna degli sconfitti “ operai-proprietari” della Crysler ( il 63% delle azioni Crysler “appartengono” agli operai, tramite i fondi pensione) piuttosto che prendere atto della dignità e della coscienza espressa dagli operai di Pomigliano con il rifiuto del suo piano disastroso e liberticida. Al dunque, Marchionne e i lacchè liquidatori testamentari dei diritti indisponibili , cosa hanno macchinato contro gli operai di Pomigliano ??!
Da Pomigliano a Pisa la strada è corta.... E i primi a rimetterci saranno i lavoratori degli appalti
Negli ultimi mesi i lavoratori della Pega hanno subito troppe pressioni e ricatti............
Ricatti: da parte della Ceva le cui pretese si materializzano nelle continue richieste di straordinario e di flessibilità. Si alternano cosi' periodi di cassa integrazione a giornate lavorative con i doppi turni, nel disprezzo delle normative di sicurezza. Questo accade dopo una fantomatica intesa tra Piaggio e Ceva che avrebbe imposto alla Pega tempi più celeri nello smaltimento dei materiali di lavorazione con crescita della produzione tra il 30 e il 50%.
5 marzo, Filcem-Uilcem-Flaei firmano il Contratto Settore Elettrico.
Tutto scontato ! Le divisioni formali dei sindacatacci – dovuti all’accordo governo/padroni/Cisl/Uil/Ugl sulla controriforma contrattuale, Cgil contraria – in corso d’opera sono state largamente superate, anche “l’ostacolo” della validità triennale (1/1/2010-31/12/2012) ! Né, l’infame legge sul “ collegato al lavoro” – che di fatto bypassa l’art.18/L.300 “ giusta causa nei licenziamenti”, per l’arbitrato che permette ai padroni, complici i sindacatacci, di licenziare senza pagare neanche pegno – votata in pari data alla firma del Contratto Elettrici , ha fatto fare ai sindacatacci una pausa di riflessione, tanto meno l’introduzione nel Contratto di norme che impediscano licenziamenti ed arbitrato !