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Assemblea nazionale della logistica a Bologna domenica 27 luglio 2014

riportiamo la sintesi dell'intervento del cobas lavoro privato

Un anno fa ci siamo trovati a Piacenza e nella occasione ribadimmo il nostro impegno nel settore della logistica.

A distanza di un anno possiamo ben dire di avere rispettato l'impegno assunto con l'apertura di numerose situazioni nella logistica nel bolognese, non solo in aziende che applicano il ccnl logistica ma in cooperative e ditte che ricorrono al contratto nazionale multiservizi come nel caso dell'ati che ha in appalto il facchinaggio nell'aeroporto Galilei di Pisa.

LIBERI DI AGIRE, LIBERI DI PENSARE

Il licenziamento di Giovanni Leone lavoratore dela SIM metalmeccanica di Priolo ricordano i tempi bui degli anni '60. E' dura repressione, atteggiamento antisindacale , spegnere la voce di un rappresentante eletto rsu - rls , scomodo per l'azienda . Dopo tre mesi dalla sua iscrizione alla Ns. Organizzazione dei Cobas di Siracusa, ha ricevuto provvedimenti disciplinari , anticamera per il suo succesivo licenziamento . Gli incontri con il rappresentante dell'azienda per dirimere e giustificare come per legge i provvedimenti sanzionatori, sono stati una farsa, per celare la punizione per loro , esemplare, già preordinata.La proprietà ha eliminato di fatto , un lavoratore ricco di dignità e coraggio ; ha sempre lottato per i suoi compagni di lavoro a tutela dei diritti calpestati e per l'emancipazione e il riscatto sociale.

Con una rapidità insolita, ad una settimana dallo svolginento dell'audizione opposta alle contestazioni disciplinari , il 24/6 la Fiat-Pomigliano licenzia 4 operai-cassintegrati Cobas , deportati da 6 anni nella cayenna di Nola.

A questo dispotico sopruso si è aggiunto il paradossale licenziamento di Mimmo Mignano. Mimmo, pur non avendo alcun rapporto di lavoro con la Fiat che lo aveva licenziato 6 anni fa per motivi politici, in previsione del suo possibile reintegro da parte del Trib.di Nola nell'udienza finale del prossimo 17luglio ,viene " licenziato in via preventiva".

Da ieri a 4 operai Fiat -Pomigliano- cassintegrati/deportati da oltre 5 anni a Nola- la Fiat ha inviato 2 pagine di contestazione disciplinare che preludono al licenziamento, vista la raffica di tiritere con le quali vengono accusati "per avere leso l'immagine della Fiat e la sacralità del capo Marchionne".

Il tutto fa riferimento alle ripetute iniziative di pubblica denuncia messe in atto dal Comitato Cassintregrati Cobas Fiat-Pomigliano , all'indomani dell'ultimo suicidio(il terzo in un anno) avvenuto in Fiat-stabilimento di Nola , quello dell'operaia Maria Baratto, che è stata indotta a togliersi la vita a fronte delle insopportabili condizioni di esistenza patite nel corso dei lunghissimi anni di esclusione dal lavoro.

Con gli occhi accecati dalla bolgia dei risultati elettorali , non fa notizia il tragico suicidio di un'operaia, Maria Baratto 47anni di Acerra,dipendente Fiat-Pomigliano in cassintegrazione da 6 anni , deportata a Nola e angosciata dalla scadenza della CIG il prossimo al 13 luglio. Purtroppo questo suicidio non è il primo tra gli operai dello stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco e di Nola, ma il dramma è reso più acuto dal fatto che questa operaia, che faceva parte del Comitato Mogli degli Operai di Pomigliano d’Arco, già il 2 agosto 2012 aveva postato sul sito delle “donne operaie” un suo breve intervento scritto riferito al precedente suicidio di un operaio della Fiat Pomigliano - Pino De Crescenzo,morto inpiccato - ed al tentato suicidio di un altro operaio sempre della Fiat di Pomigliano.

Da alcuni giorni nei supermercati Panorama è partita la procedura per licenziare alcuni lavoratori \trici.

Periodicamente nelle grandi catene commerciali vengono presentati piani di esuberi che ricevono l'assenso dei sindacati cgil cisl uil. Una situazione insostenibile perchè nel commercio ormai si lavora sette giorni su sette e perfino il 25 aprile e il 1 maggio a dimostrare che non sono i tagli a dovere essere operati ma assunzioni, traformazioni dei contratti part time (sempre più numerosi) in contratti a tempo pieno.

Cobas, Pcl e Rifondazione hanno deciso di sostenere la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici Pam e Panorama con sciopero di due ore ai Gigli di Firenze distribuendo davanti ai supermercati della catena nella provincia di Lucca e Pisa il volantino allegato

 

Respinta la provocazione UE, revocato lo sciopero generale Cobas dell’11 luglio

L'11 luglio i governanti dell’Unione Europea, con Renzi in prima fila, volevano incontrarsi a Torino per un vertice sulla disoccupazione giovanile: una vera provocazione e una beffa per i giovani italiani, per una città e per un Paese che in questi sei anni di crisi, a causa delle folli politiche liberiste della UE seguite supinamente da tutti i governi italiani, hanno subito a livelli altissimi i disastri della disoccupazione e della precarietà.

L’enorme, ed unitaria come non mai, protesta che la convocazione del vertice a Torino stava provocando, ha impressionato non solo i governanti UE ma soprattutto Renzi, così attento alla propria immagine mediatica, che ha preferito una ingloriosa ritirata piuttosto che una clamorosa contestazione, proprio all’inizio del “suo” semestre di presidenza UE, da parte di una marea di giovani, di lavoratori e di cittadini che si oppongono alla disastrosa politica di “austerità”.

In poco più di un mese, il rappresentante RSU e RLS Edoardo Todaro, attivista Cobas con oltre 30 anni di servizio nel recapito, è stato oggetto di due contestazioni disciplinari.

La prima, pervenuta dopo oltre un mese dal fatto contestato, che ha poi portato alla multa di 4 ore di retribuzione, per non aver azzerato tutto il corriere giornaliero in carico, lasciando in ufficio alcuni plichi e corrispondenza (peraltro regolarmente consegnata il giorno successivo). Sanzione alquanto discutibile, dato che è ormai risaputo alla dirigenza aziendale che, dopo i tagli di personale e l'allungamento delle zone di recapito a seguito della ristrutturazione del servizio, è praticamente impossibile recapitare tutto tutti i giorni, e non sempre è possibile portare fuori, comunque, tutto il corriere per poi riportarlo indietro a fine orario.

pochi soldi; un giorno in più di lavoro; più flessibilità a favore delle aziende con l'orario medio annuale; relazioni sindacali più rigide e accentrate.

All'ultimo rinnovo avevamo detto: "ai sindacati concertativi non gli riesce proprio di firmare un accordo che non peggiori le condizioni dei lavoratori". Con questa ultima firma siamo sempre su questa linea: gli aumenti sono lontani dal recuperare quanto abbiamo perso negli ultimi anni per una inflazione pur contenuta, le regole sono state ancora modificate a favore delle aziende, con ritocchi apparentemente piccoli, ma che in realtà danno più mano libera ai padroni e con una progressiva erosione della possibilità per i lavoratori di difendersi.

 

L'assemblea dei lavoratori ATAF riunitasi a partire dalle ore 4 di oggi 5 dicembre 2013 ha ritenuto necessario proseguire la discussione per individuare delle soluzioni alla disastrosa
situazione del trasporto fiorentino aggravatasi dopo la scelta dell'amministrazione comunale di privatizzare l'azienda e dall'intenzione confermata dal nuovo gestore privato di disdettare tutta la contrattazione aziendale oltre a voler dividere ATAF fra i tre soci proprietari. Per la terza volta, i lavoratori vedono disdettare gli accordi maturati con decenni di
contrattazioni per giungere ad un rapporto peculiare per la città fiorentina. La recente abitudine con la quale i nuovi “managers” intendono condurre le trattative sindacali, imbatte oggi contro la dignità dei lavoratori ATAF che rifiutano di farsi ricattare.

Il 25 ottobre 2013 nella fabbrica di Cadelrosco di sopra (RE) si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria

 

Alla Direzione regionale Lidl .....

Al Medico competente Lidl .....

Alla ASL 5 Dipartimento prevenzione e sicurezza

Alla Direzione Provinciale del Lavoro

La scrivente organizzazione Cobas del Lavoro Privato, aderente alla Confederazione Cobas, chiede alla Direzione regionale Lidl di ......, con la presente, spiegazioni in merito alla reiterazione dei controlli atti ad accertare l’eventuale assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti (test antidroga), a cui è stato sottoposto il lavoratore..........., in forza presso la direzione regionale della Lidl ..............

 

A quanto pare, a breve, partiranno i lavori di un nuovo impianto “sportivo” nei pressi dello stabilimento Ama di Ponte Malnome: dovranno attendere i tifosi della Roma, la questione non riguarda il loro stadio, ma quello che si prospetta è un “sorciodromo temporaneo”, dove in pista sfrecceranno ratti di ogni genere. Ma ad intimorire non è solo il povero animale, ma è l’aggettivo utilizzato che, casualità, in questo Paese e particolarmente in questa città, spesso si trasforma in “definitivo”.


I lavoratori e le lavoratrici dei call center in outsourcing hanno subito nel corso degli anni continui peggioramenti sia a livello normativo sia livello retributivo.

Nel corso dei vari rinnovi del CCNL, sempre a perdere, hanno visto peggiorare le loro condizioni di lavoro: massima flessibilità di orari, part-time obbligato, ROL comandati, ecc. Gli aumenti salariali contrattuali non hanno minimamente coperto l’aumento del costo della vita condannando i lavoratori del comparto a salari da fame.

Sono passate tante domeniche e festivi dal decreto salva-Italia di Monti. Noi le abbiamo trascorse tutte al lavoro, chi in un supermercato, chi in un centro commerciale. Ma la situazione non solo è peggiorata, ma sta degenerando. La grande distribuzione che sta fagocitando tutto, le attività commerciali che le gravitano intorno non riescono a sopperire a questi nuovi ritmi. Incassi che crollano, dipendenti che diminuiscono, nessuna nuova assunzione e per i lavoratori rimasti vengono imposti ritmi e turni che niente hanno a che fare con i contratti originari.

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MISERICORDIA non ci merita: il personale riconsegna le divise
A fine anno si è consumata l'ennesima beffa ai danni di 34 lavoratori e lavoratrici licenziati in Misericordia.
Ma come sono andate le cose?
Misericordia ha licenziato 34 dipendenti dopo avere accumulato debiti per milioni di euro. Si è detto che la causa del debito era legata all'eccessivo numero dei\lle dipendenti salvo poi scoprire che il debito è stato causato da ben altro ( in primis speculazioni immobiliari con la costruzione di un'inutile e faraonica sede che avrebbe dovuto ospitare palestre per la riabilitazione e centri medici che non sono mai arrivati).

Le vicende di Alitalia di queste ore ci fanno capire innanzitutto quanto marcio, inefficace, inutile e distante sia il sistema politico istituzionale dai problemi reali del Paese. Alitalia ai Russi nella eventualità di una fuga “AIR FRANCE-KLM” e una piccola partecipazione Poste, soldi cioè dei piccoli risparmiatori gestiti dalle fondazioni che finiscono nelle mani delle Banche. Che speranza abbiamo quindi in Telecom Italia di affrontare e risolvere a nostro vantaggio una situazione che E’ MENO DRAMMATICA di quella ALITALIA ?

 

Sciopero generale il 18 ottobre

Con la partecipazione al voto del 61,34% dei lavoratori di Ataf Gestioni s.r.l. (684 votanti su 1115), si è ricostituita la Rappresentanza Sindacale Unitaria che, dopo le pretestuose dimissioni dei 9 delegati di CGIL-CISL-UIL-FAISA, era stata fatta decadere al fine di escluderci dalle trattative nonostante la nostra rappresentatività con 200 iscritti.

Una rappresentanza sindacale unitaria composta da soli delegati Cobas (12 delegati con 508 voti di lista) e delegati Sul (3 delegati con 134 voti di lista) in quanto le altre OOSS hanno disertato le elezioni.

I lavoratori che ormai da anni apprezzano di noi l'operato e la trasparenza, hanno di fatto sconfessato con questo voto, il comportamento dei “sindacati di mestiere”.