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L'assemblea si svolgerà presso il Centro Congressi Cavour, via Cavour 50 a partire dalle ore 15.30 di sabato 11 sino al pomeriggio di domenica 12 febbraio

 

Il 13 dicembre 2011 con la firma del “ contratto auto” , Marchionne completa il disegno neocorporativo di sottomissione dei lavoratori al profitto d’impresa e con la negazione dei diritti sindacali a chi non si subordina.

Marchionne, a prescindere da produzioni,investimenti e occupazione nel gruppo Fiat-Italia, OTTIENE CARTA BIANCA :

1) nel rapporto di lavoro , con l’aumento dei ritmi, dello straordinario e dei sabati-domeniche lavorativi ; con la riduzione delle pause e della mensa a fine turno; con il pagamento della malattia e del premio di risultato a seconda dell’assenteismo;

2) nella cessazione di qualsiasi azione sindacale e la prevedibile penalizzazione in caso di sciopero.

A nostra memoria mai un governo è stato sfiduciato nelle piazze con tanta rapidità. Che le caratteristiche aziendali e ultra-liberiste del governo Monti siano cristalline lo hanno dimostrato oggi in piazza oltre centomila studenti e lavoratori/trici COBAS e CUB in sciopero generale, che hanno manifestato in più di 60 città. La partecipazione ai cortei è stata particolarmente rilevante a Roma e Napoli, con oltre diecimila partecipanti per città, ma migliaia di studenti e lavoratori erano presenti anche nelle strade di Torino, Milano, Bologna, Firenze, Palermo, Cagliari, Salerno, Genova, Bari, Catania, Pescara e, seppur con cifre minori, in almeno altri cinquanta capoluoghi di provincia. Le manifestazioni sono state assolutamente pacifiche, salvo laddove, come a Milano, Torino e Palermo, la polizia ha sciaguratamente caricato i manifestanti, provocando anche alcuni feriti. La protesta è stata corale contro il governo bipartisan Monti, che oggi ha ricevuto invece la fiducia delle principali forze parlamentari (tranne la Lega) sulla base di un programma ultra-liberista e presentando una lista di ministri che sono stati finora esponenti ai massimi livelli di gruppi finanziari e banche, del Vaticano e del capitalismo di Stato e privato e che da sempre predicano le politiche antipopolari che hanno provocato la catastrofica crisi.

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

La morte di un operaio non fa notizia, trova un piccolo spazio sulle pagine di cronaca ma finisce rapidamente nell'oblio. La morte di Enrico ha spinto i Cobas a conoscere meglio la procedura sanitaria adottata in caso di malori e infortuni in una grande fabbrica toscana come la Piaggio.

Emblematica è la mancanza di una casistica degli infortuni che dovrebbe essere periodicamente redatta e consegnata ai rappresentanti lavoratori alla sicurezza

Le procedure sanitarie prevedono trattamenti riservati solo ai\lle dipendenti Piaggio ma non al personale delle ditte che operano dentro lo stabilimento o agli interinali che a centinaia operano alle catene di montaggio. Un sistema di sicurezza dovrebbe essere rivolto alla totalità del personale a prescindere dal datore di lavoro, non si capisce , allora, perchè utilizzare due pesi e due misure

Alla Piaggio di Pontedera, lo scorso 16 novembre, è morto un operaio. Colpito da un malore è finito a terra non prima di avere violentemente sbattuto la testa su un macchinario. Non imputiamo alla Piaggio il malore del dipendente di cui non conosciamo il quadro clinico, ma se un malore può essere in certi casi attribuibile alla fatalità, altrettanto non possiamo dire sulle procedure di pronto soccorso adottate dall'azienda di Pontedera. L'operaio è stato caricato da una ambulanza Porter della Piaggio e portato in ospedale dove poche ore è deceduto.

ROMA 12/13 NOVEMBRE - Centro Congressi Cavour - via Cavour 41.
Inizio lavoro : SABATO 12 Novembre ore 14,30

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Ieri sera la Corte di Assise di Torino ha accolto l’enorme lavoro del Procuratore Guariniello , teso a dimostrare il dolo e la non casualità nella conduzione dell’acciaieria, priva delle protezioni di sicurezza del lavoro, che portò alla atroce morte di 7 operai : l’Amministratore Delegato e la dirigenza ThyssenKrupp sono stati condannati a 16 anni di carcere , all’interdizione dai pubblici uffici, ad una pesante azione risarcitoria nel confronti delle molteplici parti civili,anche sindacali.

Ci sono voluti 3 anni e mezzo, tra istruttoria e processo, per giungere a questa tappa storica .

Fino all’ultimo gli altezzosi proprietari e dirigenti ThyssenKrupp, per nulla pentiti della tragedia provocata, hanno cercato di dimostrare che la colpa era degli operai morti.