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IN ACEA , IL LAVORO UCCIDE !

Purtroppo quello che temevamo è successo, un lavoratore è morto sul lavoro in una cabina di trasformazione Media/Bassa tensione di Acea Distribuzione, l’azienda che distribuisce energia elettrica a Roma e Formello facente parte del Gruppo Acea.(di cui è azionista al 51% il comune di Roma).

Ora tutti esprimono cordoglio.Sono solo lacrime di coccodrillo ! Alcuni consiglieri comunali propongono di donare alla famiglia del morto i gettoni di presenza del consiglio; altri si affannano a sottolineare quale e quanto impegno sia stato speso da tutti nella prevenzione e nella promozione di cultura della sicurezza; l’Acea dichiara di aver aperto 2 inchieste interne, una tecnica e l’altra procedurale.

A Roma,le cabine di trasformazione MT/BT 8.400 / 20.00 V- 400 / 230 V sono diverse migliaia .

Oltre a denunciare l’ubicazione logistica di questi impianti pericolosi ( oltre il 50% posti nei sottoscala,vani cantina e/o vani servizi dei palazzi) e la loro scarsa manutenzione/sicurezza che rende difficile e rischioso operare al loro interno a squadre composte da più persone, figuriamoci cosa accadrà con l’imposizione del monoperatore , che l’Acea vuole introdurre a tutti i costi !

Vogliamo altresì denunciare anche l’obsolescenza e la mescolanza tecnologica delle apparecchiature elettriche assiemate in cabina, che in mancanza di una adeguata e specifica formazione ricorrente espone gli operatori al rischio permanente di incidenti anche mortali.

La cabina Acea in oggetto, questa dell’incidente mortale, ha al suo interno- lo si è visto chiaramente dalle immagini dei TG- uno scomparto di media tensione isolato in esafloruro di zolfo, cioè un quadro elettrico utilizzato esclusivamente dall’ ENEL ! In quelle immagini si è visto anche un altro componente che veniva utilizzato esclusivamente nelle cabine Enel con quadri di media tensione di quella tipologia, ovvero un “giunto rigido di transizione “sul quale vengono provvisoriamente attestate le terminazioni di media tensione.

Vista la particolarità dell’impianto, domandiamo ai vertici Acea Distribuzione “ è stata fatta adeguata formazione, a tutti i livelli, su come deve essere trattato questo tipo di materiale, che in ENEL non era tra quelli unificati?”

Domande senza risposta ! Purtroppo sappiamo come è andata, si è preferito lasciare tutto alle formazioni miste ( un operatore proveniente dall’Enel che istruiva uno proveniente da Acea e/o viceversa ) di volta in volta mandate ad operare sugli impianti !!

Per non parlare di quante volte oramai accada che, per mettere in servizio nuove cabine e/o nuova componentistica all’interno di esse, anziché procedere, come previsto dalle norme, all’attivazione a distanza tramite i telecomandi, si chieda di contravvenire a quelle precise norme !

La vita umana non ha un prezzo. Guai ad accettare che”la logica dell’azienda e dell’indifferenza” si abbatta sulle nostre ed altrui vite per ingrassare la carriera di qualche dirigente!

Una vera “inchiesta procedurale interna”, dovrebbe partire dal perché i lavoratori di Acea Distribuzione, non abbiamo una adeguata formazione per intervenire su ogni tipologia di impianto e perché dopo 9 anni i lavoratori ancora non riescono ad eleggere i loro Rappresentati per la Sicurezza (RLS).

Siamo stufi di indossare la maglia nera dei morti del lavoro in Europa .

Siamo impegnati a farla finita con il lavoro che uccide, affinché ogni famiglia veda tornare a casa dal lavoro il proprio congiunto vivo !

Siamo incazzati più che mai per questo nuovo crimine,per le innumerevoli responsabilità aziendali e statali.

Condoglianze e solidarietà alla famiglia, sostegno nell’azione risarcitoria.

 

Roma, 10/01/2009 COBAS DEL LAVORO PRIVATO

 

 

CONTRO IL” DIKTAT MARCHIONNE” CHE PRETENDE DI CANCELLAREI DIRITTI COSTITUZIONALE DI SCIOPERO E CONFLITTO SINDACALE.

Eccolo smascherato il piano Marchionne “ prendere o chiudere Pomigliano”, su cui si incentrano le mire dell’intero padronato e del governo tesi a liquidare la resistenza dei lavoratori tutti ! Compleanni da morto : per l’Alfa che festeggia i 100 anni con Pomigliano che smette di produrla ; per lo Statuto dei Lavoratori che compie 40 anni ,con il governo Berlusconi che vuole liquidarlo! Alla Fiat-Pomigliano la posta in gioco non è più solamente la super produttività e il regime da caserma, bensì utilizzare il ricatto “ chiusura Pomigliano”per piegare le residue azioni sindacali per soccombere al diktat dell’abolizione dello sciopero e della contrattazione.

FERMIAMO LA FINANZIARIA-MASSACRO

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA

Dopo che per mesi il governo Berlusconi aveva sparso irresponsabile otimismo sul superamento della crisi e sulla stabilità della situazione economica italiana, ora, con un grottesco voltafaccia, vara una Finanziaria-massacro, definita “inevitabile per non finire come in Grecia”, che colpisce ulteriormente i salariati, soprattutto della scuola e del pubblico impiego, i precari, i pensionati, i settori popolari.

Il 23 Marzo Scioperano in tutta Italia (con eccezione
della provincia di UDINE) i lavoratori e lavoratrici Telecom.

Contro la cessione del Settore informatico (Information Tecnology) e contro i rischi di un piano industriale che nei prossimi mesi metterà seriamente in discussione migliaia di posti di lavoro.

A Roma dalle ore 11,00

Appuntamento - Manifestazione in Corso Italia 61
sotto la Direzione Generale di Telecom.