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Contro l'accordo che ridimensiona ACEA Distribuzione dii Roma

ACEA DISTRIBUZIONE: prossima liquidazione?!

Con l’accordo Acea Distribuzione-Sindacatacci del 23/5/06, sull’immediato passaggio in a p p a l t o delle usuali attività elettriche – allacci, distacchi, manutenzioni – è suonata la campana a morto per Acea Distribuzione e per centinaia di operai-tecnici-impiegati ex Acea-ex Enel !!

RICORDIAMOCI BENE I NOMI DEI FIRMATARI L’ACCORDO, PERCHE’ E’ A QUESTI BECCAMORTI CHE BISOGNERA’ CHIEDERE CONTO DI COME SI LIQUIDA E SEPPELLISCE LA PIU’ PRESTIGIOSA AZIENDA DI ROMA E CON ESSA IL PATRIMONIO INESTIMABILE DI CAPACITA’-ATTIVITA’ DEI LAVORATORI CHE HANNO FATTO GRANDE L’ACEA !!

Con la solita presa per i fondelli dei “piani sperimentali straordinari“ (così cita l’accordo) dal 29/5/06 le Agenzie Acea “Nord, Centro, Sud“ cedono la loro attività quotidiana all’appalto. Queste le caratteristiche dell'accordo:

1) la “sperimentazione“ si avvia per 6 mesi, per subire successivamente conferme ed evoluzioni (le agenzie Ovest e Est, ed altre attività in appalto); 2) nel frattempo Acea rassicura che “…la gestione in appalto sarà efficiente e che sara’ rispettata la sicurezza per le attività svolte su impianti in tensione“;

3) il che significa che i lavoratori in appalto dovranno eseguire lavori su gruppi di misura fino a 6 KW e sulle prese alimentate dagli stessi, ovvero chiamati ad operare su sportelli di presa dove transitano centinaia di ampere senza che agli stessi sia stata data adeguata formazione e tempo di applicazione!

Per quanto riguarda le rassicurazioni che Acea crede di dare, sappiamo bene quale è stato l'atteggiamento di tutte le società appaltanti quanto a far rispettare la sicurezza nei cantieri in appalto!

Questo ulteriore e definitivo passo liquidatorio fa seguito a tutte le altre forzature già intraprese da Acea nel corso degli ultimi 3 anni, tese a sfoltire – con mobilità esterna ed interna – il “ peso “ rappresentato dai lavoratori elettrici.

Quest’ultimo accordo lo ricorda spudoratamente, chiarendo: “…che la revisione dell’assetto organizzativo, ….la verifica dell’integrazione tra rete pubblica e privata, …e che le conseguenze sull’organizzazione del lavoro derivano dall’attuazione dei Piani Pluriennali di Investimento, ….che le parti hanno già sottoscritto in data 27/1/05 il Protocollo sugli Appalti Elettrici e le Relazioni Industriali….”FREGANDOSENE E NASCONDENDO CHE NEL FRATTEMPO – nel 2005 - C’E’ STATO IL TOTALE RIFIUTO E LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI, che hanno scioperato e protestato fin dentro il Campidoglio facendo ritirare i provvedimenti di mobilità, e che il 2 Agosto 2005 la stessa giunta Veltroni è stata sfiduciata sulla messa in mobilita’ di 140 lavoratori e sul piano industriale Acea!

MA TANT’E’, QUESTI BECCAMORTI PROCEDONO NEL CICLO FUNERARIO CHE CONDANNA l’ACEA DISTRIBUZIONE A PREMATURA MORTE!!Ovvero, svuotata e trasformata in “contenitore commerciale” con pochissimi dipendenti diretti; men che mai tecnici ed operai, destinati ad essere “esternalizzati“ e/o confinati nella società.terminale “Marco Polo”. L’accordo dice chiaramente che dopo l’installazione del contatore elettronico NON C’E’ PIU’ POSTO PER LORO IN ACEA (tranne che per un 10%).

COS’ALTRO BISOGNA ASPETTARE PER FARLA FINITA CON QUESTI SINDACATACCI E CON UNA DIRIGENZA LIQUIDATORIA? L’ACCORDO VA RIGETTATO IMMEDIATAMENTE, COSI’ PURE IL PIANO PLURIENNALE CHE E’ CAUSA DELLA MORTE PREMATURA DI ACEA DISTRIBUZIONE!!

SOLO L’UNITA’ TRA LAVORATORI E CITTADINI-UTENTI PUO’ FERMARE QUESTI BECCAMORTI :

  • 1) sconfessando l’accordo e impedendo l’esproprio in appalto delle attività basilari del quotidiano lavoro elettrico;
  • 2) denunciando la cupola che asfissia e vuole far morire Acea Distribuzione. Oltre che la giunta Veltroni, per i reati quali “distruzione-sperpero di pubblico danaro, falso ideologico, truffa, ….”;
  • 3) avviando le procedure per far partire l’autoriduzione delle bollette e il cambio di contratto con altro gestore dal 1°luglio 2007, entrata in vigore della “ liberalizzazione domestica “.
  • 4) sviluppando l'occupazione, assumendo personale nuovo e/o delle imprese cui vorrebbero appaltare queste attività, migliorandone quindi le condizioni di vita e di lavoro.

Roma, 5 giugno 2006 COBAS DEL LAVORO PRIVATO

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.