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Sciopero 24-05-2005 ACEA di Roma

SUCCESSO DELLO SCIOPERO! ORA NON ABBASSIAMO LA GUARDIA

Nella P.za del Campidoglio gremita da centinaia di lavoratori Acea si legge sicuramente un successo, frutto della volontà pervicace dei lavoratori che hanno incalzato i sindacati firmatari dell'accordo che ha partorito questi 110 trasferimenti/licenziamenti.

Nonostante continue manovre aziendali tese a dividere i lavoratori dai sindacati e le varie sigle tra loro, per esempio facendo intendere o comunicando formalmente che CGIL-CISL-UIL non erano tra gli organizzatori, ieri si è fatto un passo importante: costringere il consiglio comunale e in particolare l'assessore Causi a chiedere ad Acea il ritiro dei provvedimenti ed il reintegro dei lavoratori nelle proprie mansioni, partendo da una immediata sospensione degli infami corsi di riqualificazione (meglio di squalificazione!).

Ora però occorre prepararsi a resistere alle sirene dei compromessi su questo tema. Sappiamo per esperienza che la direzione Acea è impermeabile ai giudizi del Consiglio comunale che, in quanto azionista di maggioranza, le ha dato mandato per portare soldi nelle casse comunali, costi quel che costi in termini sociali e di qualità del servizio. Non è un caso che nei giorni immediatamente successivi ai trasferimenti, il Comune abbia steso il tappeto rosso ad Acea per aver prodotto un utile - nel primo trimestre 2005 - più che doppio rispetto al precedente. A quali costi questo utile sia raddoppiato, forse non interessa il Comune!

Inoltre, sappiamo bene che i 110 trasferimenti sono la parte più visibile dell'iceberg della ristrutturazione aziendale: solo le modalità arroganti e strafottenti dei manager Acea ha fatto si che questo problema esplodesse e raccogliesse i lavoratori e sindacati in una lotta unitaria. Ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che dietro c'è un accordo mai sottoposto al vaglio dei lavoratori: la lotta in corso dovrebbe servire anche a far capire quale è il giudizio complessivo verso politiche sindacali appiattite sugli interessi aziendali!

Resistere un minuto più del padrone! Era uno slogan di anni passati, ma oggi dobbiamo riprenderlo con forza: inchiodiamo i dirigenti Acea alla responsabilità di una mala gestione, fatta non solo di una politica disastrosa verso il personale, che non lo ripaga dei sacrifici che compie giornalmente per tappare le falle di una organizzazione del lavoro e del servizio all'utenza deleteria per una impresa di servizi con centinaia di migliaia di utenze; ma anche di appalti al ribasso, di avventure finanziarie, di disservizi che producono multe miliardarie.

La colpa di tutto ciò non è dei lavoratori. Acea non ha un piano industriale perchè non c'è nessuno in grado o interessato a farlo. La lettura dei piani e dei progetti indica l'interesse finanziario che li anima: tecnica e organizzazione del lavoro sono inesistenti, se non nella misura in cui producono tagli ai costi. L'attenzione agli utenti domestici è resa bene da Spaziani, quando scrive che se lo possono solo sognare di ottenere vantaggi dalla liberalizzazione del mercato ("Progetto Rubicone").

Ora dobbiamo attendere, mantenendo la mobilitazione, che Acea accetti, come dovrebbe, le decisioni del suo azionista di maggioranza che ha preso atto delle richieste dei lavoratori in lotta.

Non accettiamo mediazioni su quelle richieste. E il ritiro da ogni accordo che preveda tagli di questo tipo dovrebbe essere un gesto di coerenza e di responsabilità da parte sindacale verso i lavoratori.

Roma, 25/05/05

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.