Home ›› Metalmeccanici ›› Comunicati ›› Comunicato stampa dell'8-01-09 Fiat di Pomigliano

Comunicato stampa dell'8-01-09 Fiat di Pomigliano

Acerra 8/01/2009

COMUNICATO STAMPA

Sentenza velenosa del Tribunale di Nola: reintegrati quattro operai Fiat dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, unico licenziato D. Mignano.

Stamane 8/01/2009 il tribunale di Nola, intima alla direzione Fiat di reintegrare immediatamente, 4 operi degli 8, (per altri 3 è attesa la sentenza a giugno) , licenziati a febbraio 2006, in seguito ad una dura contestazione sindacale durante un'assemblea in fabbrica indetta da Fiom, Fim, Uilm e Fismic pochi giorni prima, per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici.

Dopo quel vergognoso provvedimento, ci fu un assemblea in solidarietà con gli operai colpiti al Politecnico di Napoli, alla quale parteciparono altre organizzazioni del sindacalismo di base e non solo,i movimenti sociali della Campania e alcune delegazioni nazionali.

In un primo momento, dopo alcuni mesi il tribunale di Nola in seguito al ricorso ex art.28... (attività antisindacale), dette ragione ai lavoratori facendoli reintegrare.

La Fiat presentò opposizione a questo provvedimento e a settembre 2008, gli operai furono di nuovo espulsi dalla fabbrica.

Oggi la sentenza definitiva: tutti dentro, anzi tutti in cassaintegrazione, tranne la r.s.u./rls Domenico Mignano, che nel novembre 2007 è stato licenziato di nuovo, durante un'assemblea sindacale tenutasi presso un Fiat center a Napoli.

L’esclusione di D. Mignano ha il sapore di una vendetta politica della direzione Fiat, che come la storia dei licenziamenti politici ci insegna, avrà fatto sentire tutta la sua pressione. Non ci sono altre spiegazioni, nemmeno dal punto di vista strettamente tecnico-legale.

Purtroppo come avevano denunciato, questi operai sin dall'inizio e soprattutto la rsu/rls D. Mignano, il piano Marchionne si è rivelato un bluff : non c'è stato nessuno sviluppo aziendale, ma solo l'aumento dei già pesantissimi ritmi di lavoro e la costituzione dei reparti confino presso l'interporto di Nola, nel quale sono stati mandati circa 300 operai.

All'oggi nonostante gli accordi con i sindacati concertativi per reiterare la cassaintegrazione, non si conosce il piano industriale per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, che sta già pagando con il maggior periodo di chiusura e di cui non si conosce il futuro.

La scrivente o.s. in attesa dell’appello a questa vergognosa sentenza, sosterrà in tutte le sedi e in tutti i modi il compagno D. Mignano.

Invitiamo tutti coloro che si battono contro la precarietà e la disoccupazione a solidarizzare, anche concretamente sostenendo la Cassa di resistenza contro i licenziamenti..

“Noi la crisi non la paghiamo” dicono gli studenti e noi aggiungiamo “la crisi la paghino i padroni”.

Coordinate per la sottoscrizione

“Domenico Mignano Cassa di Resistenza Contro i licenziamenti”

San Paolo Banco di Napoli- filiale 00125

Iban IT72 Z010 1003 4250 4120 0000 817

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.