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Sciopero 3 ore al primo turno alla Fiat Mirafiori - 18 maggio 2007

COBAS MIRAFIORI

Confederazione Cobas

Sede Provinciale Conf. Cobas: Via San Bernardino 4 – 10141 Torino – tel/ fax 011 334345 - cobas@cobastorino.org

Sede Cobas Mirafiori: Via Nichelino 14 10131 Torino Tel 011 19802034 - cobasmirafiori@cobastorino.org

COMUNICATO STAMPA
RSU COBAS MIRAFIORI
Confederazione Cobas

Parallelamente va a passi la deregulation del modello di lavoro, trasformandolo in un sistema globale di precariato. Così i giovani lavoratori/trici ormai destinati ad occupazioni saltuarie e intermittenti, si troveranno dopo 40 anni di lavoro senza aver diritto a poco niente. E, come se non bastasse la decurtazione salariale che ha ridotto le famiglie operaie –secondo gli indici europei- alla “soglia di povertà” gil_Cis-Uil sono andati aconceratre i vari sottosalari come l’apprendistato generalizzato che è il loro cavallo di battaglia nell’ultimo Contratto metalmeccanici e nell’integrativo Fiat.
Sede Provinciale Conf. Cobas: Via San Bernardino 4 – 10141 Torino – tel/ fax 011 334345 - cobas@cobastorino.org
Sede Cobas Mirafiori: Via Nichelino 14 10131 Torino - tel 011 19802034 - HYPERLINK "mailto:cobasmirafiori@cobastorino.org" cobasmirafiori@cobastorino.org
Perché il Cobas Mirafiori – Confederazione Cobas ha dichiarato lo sciopero alle Cazzozzerie per tre ore invece che la sola ora di Fiom-Fim-Uilm ? Perché, pur condividendo l’ opposizione sostenuta dalla Fiom-Rete 28 Aprile contro la politica governativa sulle pensioni, il Cobas ha sempre sostenuto un rovesciamento radicale delle controriforme della pensione pubblica che risalgono al ’92 e ‘95 con i governi “tecnici” o “amici”, sostenuti dai sindacati “signori della concertazione“.
In specie il Governo Dini con la graduale abolizione delle pensioni di anzianità e l’introduzione del calcolo contributivo ha trasformato un diritto sociale in una elemosina neanche garantita e ha rotto il patto di solidarietà tra anziani e giovani.
E questo è andato pari passo con la deregulation del mondo del lavoro, trasformato in un sistema globale di precariato: così i/le giovani lavoratori/trici condannati/e ad occupazioni intermittenti e saltuarie si troveranno dopo 40 anni di lavoro senza aver diritto a niente. E, come se non bastasse la decurtazione salariale che ha ridotto le famiglie operaie alla “soglia di povertà”, Cgil-Cis-Uil hanno concertato i vari sottosalari come l’apprendistato generalizzato che è il loro cavallo di Troia piazzato nel CCNL metalmeccanici e nell’integrativo Fiat.
Questi Infatti gli obiettivi Cobas sulle pensioni:
No agli scalini del Governo. Tenere come discriminante 35 anni di lavoro;
No al “ritocco” dei coefficienti, anzi ristabilire il sistema retributivo per tutti fino ai neoassunti;
garantire la continuità contributiva per i giovani precari e intermittenti;
investire le dovute risorse nella previdenza pubblica;
difendere il nostro TFR dalla truffa-ergastolo dei Fondi Pensione, che non sono affatto complementari alal pensione pubblica, ma mirano a sostiturla .
I risultati dello sciopero al 1° turno ci hanno confermato di essere sulla via giusta:
lo sciopero di 3 ore dalle 9,45 alle 11,45 ha visto uscire fuori dalla fabbrica un corteo cui hanno partecipato oltre agli iscritti Cobas anche lo “zoccolo duro” dei militanti Fiom in particolare della Lastratura. In tutto un numero doppio degli scioperanti la sola ora indetta dai confederali dalle 10,45 alle 11,45.
E arrivati in Largo Orbassano, una catena umana circolare ha bloccato l’intenso traffico delle strade che portano fuori città.
Torino 18 maggio 2007

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.