Home ›› Metalmeccanici ›› Comunicati ›› Sciopero alla Fiat auto di Pomigliano - 30 novembre 2007

Sciopero alla Fiat auto di Pomigliano - 30 novembre 2007

COBAS CONFEDERAZIONE
SEDE REG. CAMPANA: vico QUERCIA 22-(80134) NAPOLI - tel/fax: 081/5519852
E-mail: cobas.napoli@tightrope.it internet: HYPERLINK "http://www.cobas-scuola.org/"www.cobasnapoli.org

COMUNICATO STAMPA: Fiat Auto Pomigliano
RIVOLTA OPERAIA CONTRO LA NUOVA METRICA DEL LAVORO DENOMINATA WCM
OLTRE 500 LAVORATORI HANNO PARTECIPATO AI PRESIDII E ALL'ASSEMBLEA TENUTA STAMANE ALLE 05.00 ALL'INGRESSO PRINCIPALE DELLA FABBRICA
E CONTRO IL LICENZIAMENTO DI MIMMO MIGNANO
Massiccia adesione (95%) alle 2 ore di sciopero dalle ore 6,00 alle ore 8,00, indette dalla CONFEDERAZIONE COBAS alla Fiat di Pomigliano contro ulteriori aumenti dei ritmi di lavoro e contro il licenziamento di Mimmo Mignano delegato sindacale COBAS.
Stamattina i lavoratori si sono dati appuntamento all'ingresso principale dove hanno dato vita ad una grande assemblea (oltre 500 lavoratori vi hanno partecipato) ed hanno rimandato al mittente il peggioramento delle condizioni di vita e di salute in fabbrica, e contro il licenziamento politico di Mimmo.
La grandissima adesione allo sciopero ha paralizzato per due ore la produzione sulle catene di montaggio.
I dati relativi allo sciopero sono oltre il 95% di adesione in tutti i reparti della fabbrica (finizione, lastrosaldatura, verniciatura, pilotino, stampaggio e montaggio carrozzerie) nel reparto montaggio 147/GT la produzione prevista era di 70 vetture, ne sono state prodotte solo 3; nel reparto montaggio 159 la produzione prevista era di 55 vetture, ne sono state prodotte solo 5.
Francesco Amodio, per il coordinamento regionale della Confederazione COBAS, ha dichiarato che la FIAT a Pomigliano deve cambiare totalmente la sua politica industriale, gli impianti sono vecchi di 30 anni, le catene di montaggio cadono a pezzi, quando piove i reparti si allagano. Urgentemente vanno rinnovati gli impianti obsoleti invece di aumentare flessibilità e ritmi di lavoro a danno dei lavoratori. Rinunciando, inoltre, a perseverare nella discriminazione e repressione dei rappresentanti Cobas. Altri due nostri rappresentanti, Ciro D'Oria e Marco Cusano hanno ricevuto giorni di sospensione per attività di politica sindacale.
IL RISULTATO DELLO SCIOPERO DI OGGI CI CONFERMA CHE I TEMI AFFRONTATI SONO FORTEMENTE SENTITI IN FABBRICA. SIA LA GRAVITÀ DEL LICENZIAMENTO DI MIMMO CHE L'INTRODUZIONE ARBITRARIA DEL WCM. SU QUESTI TEMI CONTINUEREMO CON INIZIATIVE DI LOTTA A TUTELA DELLA VITA, DELLA SALUTE E DEI DIRITTI DI TUTTI I LAVORATORI.
Napoli 30/11/2007
Confederazione COBAS

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.