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Volantini

NEOCONTRATTO AUTO = RICATTI E DIRITTI NEGATI

 

Il 13 dicembre 2011 con la firma del “ contratto auto” , Marchionne completa il disegno neocorporativo di sottomissione dei lavoratori al profitto d’impresa e con la negazione dei diritti sindacali a chi non si subordina.

Marchionne, a prescindere da produzioni,investimenti e occupazione nel gruppo Fiat-Italia, OTTIENE CARTA BIANCA :

1) nel rapporto di lavoro , con l’aumento dei ritmi, dello straordinario e dei sabati-domeniche lavorativi ; con la riduzione delle pause e della mensa a fine turno; con il pagamento della malattia e del premio di risultato a seconda dell’assenteismo;

2) nella cessazione di qualsiasi azione sindacale e la prevedibile penalizzazione in caso di sciopero.

Il presidio del 5 dicembre degli operai e del Cobas Mirafiori all'Unione Industriale di Torino

Oggi 5 dicembre il presidio dei Cobas Mirafiori è stato grosso e determinato. a entrare. La polizia prima ha impedito ai lavoratori e lavoratrici di aggirare da dietro il manipolo di operai clack convocato dalla Fim contro cui sono volati slogan feroci da tutto il presidio e ora era il momento di farli scappare poi, quando le Rsu cobas e altri militanti si sono buttati contro la porta dell'Unione Industriale la polizia è avanzata a proteggere l'entrata, spintoni, cenno di carica, ma la situazione è stata tenuta sotto controllo dai lavoratori e lavoratrici, dato che altri due cordoni e camion di polizia hanno imbottigliato i presidianti davanti e nelpezzo di via davanti all'U.I. Il lancio di uova ha poi imbrattato mura e sindacalisti che stavano uscendo per pranzo.

Il VIDEO del PRESIDIO

LA GESTIONE SANITARIA AZIENDALE IN PIAGGIO E' TUTTA DA RIVEDERE

La morte di un operaio non fa notizia, trova un piccolo spazio sulle pagine di cronaca ma finisce rapidamente nell'oblio. La morte di Enrico ha spinto i Cobas a conoscere meglio la procedura sanitaria adottata in caso di malori e infortuni in una grande fabbrica toscana come la Piaggio.

Emblematica è la mancanza di una casistica degli infortuni che dovrebbe essere periodicamente redatta e consegnata ai rappresentanti lavoratori alla sicurezza

Le procedure sanitarie prevedono trattamenti riservati solo ai\lle dipendenti Piaggio ma non al personale delle ditte che operano dentro lo stabilimento o agli interinali che a centinaia operano alle catene di montaggio. Un sistema di sicurezza dovrebbe essere rivolto alla totalità del personale a prescindere dal datore di lavoro, non si capisce , allora, perchè utilizzare due pesi e due misure

AI PADRONI NON INTERESSA LA SALUTE DEGLI OPERAI

Alla Piaggio di Pontedera, lo scorso 16 novembre, è morto un operaio. Colpito da un malore è finito a terra non prima di avere violentemente sbattuto la testa su un macchinario. Non imputiamo alla Piaggio il malore del dipendente di cui non conosciamo il quadro clinico, ma se un malore può essere in certi casi attribuibile alla fatalità, altrettanto non possiamo dire sulle procedure di pronto soccorso adottate dall'azienda di Pontedera. L'operaio è stato caricato da una ambulanza Porter della Piaggio e portato in ospedale dove poche ore è deceduto.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Ieri sera la Corte di Assise di Torino ha accolto l’enorme lavoro del Procuratore Guariniello , teso a dimostrare il dolo e la non casualità nella conduzione dell’acciaieria, priva delle protezioni di sicurezza del lavoro, che portò alla atroce morte di 7 operai : l’Amministratore Delegato e la dirigenza ThyssenKrupp sono stati condannati a 16 anni di carcere , all’interdizione dai pubblici uffici, ad una pesante azione risarcitoria nel confronti delle molteplici parti civili,anche sindacali.

Ci sono voluti 3 anni e mezzo, tra istruttoria e processo, per giungere a questa tappa storica .

Fino all’ultimo gli altezzosi proprietari e dirigenti ThyssenKrupp, per nulla pentiti della tragedia provocata, hanno cercato di dimostrare che la colpa era degli operai morti.