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Arriva la cassa integrazione nell'indotto Piaggio alla PEGA I.P. di Pisa

COMUNICATO STAMPA

Arriva la cassa integrazione nell'indotto Piaggio
INTERESSA I COMUNI dell'area pisana

Dal 26 ottobre i 126 lavoratori della PEGA I.P. di Pisa, indotto Piaggio con un appalto presso la CEVA di Lugnano, saranno messi in c.i.g. in deroga fino al 31 Dicembre

Ma fin da ora la previsione è di riconfermare la CIG anche per i primi mesi del 2010.
Di per sè l'applicazione della cassa non è una novità in tempi di crisi economica e di drastici tagli occupazionali, ma per questi lavoratori la cassa rappresenta una "conquista" e un risultato importante
Fino ad oggi, quando mancavano le ordinazioni da parte della Piaggio e del suo ex magazzino, la Ceva, i lavoratori erano mandati a casa a zero ore e senza un euro di salario. Ein questa situazione di assenza di lavoro e di stipendio i dipendenti della Pega si sono ritrovati in tante occasioni solo negli ultimi mesi
I Cobas di Pisa, fin dal Settembre 2008, hanno denunciato con preoccupazione gli effetti negativi della crisi non solo rispetto ai lavoratori PEGA ma all´intero indotto, Piaggio compresa, e per questo abbiamo chiesto ammortizzatori sociali e una strategia condivisa per resistere alla crisi
I fatti dimostrano che la PEGA non ha avuto troppa fiducia nelle nostre previsioni, la CEVA a sua volta ha fatto circolare la notizia che il lavoro non sarebbe mancato e da qui l´interruzione delle trattative per gli ammortizzatori sociali nel maggio-giugno 2009.
E´ importante comunque che con l'accordo tra le parti sociali del 14 ottobre, anche i lavoratori e le lavoratrici della Pega fino ad oggi sprovvisti di ammortizzatori sociali possano beneficiare della cassa integrazione, una cassa che va estesa a tutte le situazioni di crisi.

 

COBAS PEGA - COBAS LAVORO PRIVATO Pisa

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.