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Contro il piano Marchionne 12 maggio SCIOPERO alla FIAT MIRAFIORI dichiarato da Confederazione Cobas, FLMU-Cub, SDL

Oggi alla Fiat Mirafiori centinaia di lavoratori e lavoratrici sono scesi/e in sciopero - attraversando lo stabilimento con iun compatto corteo interno- contro i piani di ristrutturazione aziendale e contro i tagli di posti di lavoro e di diritti previsti dal cosiddetto piano Marchionne, Il ricatto dell’amministratore delegato della Fiat è infatti esplicito: le produzioni continueranno solo se i lavoratori accetteranno di essere sempre di meno e lavorare sempre di più, rinunciando a riposare il sabato, la domenica e perdendo tutti i diritti e miglioramenti normativi conquistati in anni di lotte e sacrifici.

Eppure le pubblicità della Fiat parlano solo di vetture prodotte, non dicono con quanti lavoratori e in quali stabilimenti saranno fatte, né in quali condizioni e con che ritmi di lavoro.

Di fronte a questo scempio sociale Cisl, Uil, Fismic e Ugl si sono subite dette pronte a firmare tutti i desideri espressi da Fiat, mentre la Fiom ha rimandato la firma alla definizione di non meglio precisate garanzie e contropartite.

Oggi invece quei centinaia di lavoratori e lavoratrici ch sono scesi in sciopero non hanno ritenuto possibile stare a guardare e hanno raccolto l’appello del Cobas e dei sindacati di base a dichiarare la propria contrarietà a un film già visto, quello di accordi al ribasso che promettono maggiore occupazione ma producono solo più sfruttamento e deserto industriale.

La testimonianza di oggi vuole significare che c’è chi non si rassegna e non ha alcuna intenzione di farlo neanche domani, e che contrastare i piani della Fiat è non solo possibile ma anche la sola strada per difendere la propria dignità.

Torino 12 maggio 2010

COBAS FIAT Mirafiori

Confederazione Cobas

 

Sede Provinciale: Via san Bernardino 4 -10141 TORINO tel/fax 011334345– cobas@cobastorino.org

Sede Mirafiori: Via Cercenasco 23/c Torino - Tel 01119822034 - cobasmirafiori@cobastorino.org

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.