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Il pugno del padrone

Sotto il diktat di Marchionne va avanti l’affossamento del CCNL, facendo a pezzi i diritti consolidati del lavoro.
La disdetta del contratto dei metalmeccanici del 2008 che scade all’inizio del 2012, l’ultimo firmato anche dalla Fiom, da parte di Federmeccanica è un ulteriore passo di un processo finalizzato a destrutturare il sistema dei diritti e delle regole che hanno finora governato il mondo del lavoro.
Infatti Pomigliano insegna….Federmeccanica assieme ai due sindacati complici (Fim e Uilm) discuterà le deroghe da apportare al contratto nazionale dei metalmeccanici, in particolare il confronto inizierà dal settore dell’auto come richiesto da Marchionne. Ma non ci sarà nulla da discutere, il “contratto dell’auto” c’è già: è il «modello Pomigliano» che sarà imposto a tutte le fabbriche della Fiat e poi esteso all’indotto, con l’applauso del governo.

Quei sindacati sciagurati e suicidi che ci stanno saranno chiamati a sottoscrivere il documento imposto da Marchionne per Pomigliano dove sarà la Fiat a decidere se e quando pagare la malattia o se e quando sarà possibile scioperare, senza più alcuna trattativa -se non finta- sulla schiavitù della nuova organizzazione del lavoro imposta da Marchionne.
D’altronde Il nuovo clima si respirà già a Melfi e a Mirafiori con i licenziamenti punitivi e il rifiuto del Lingotto di rispettare le sentenze della magistratura e persino di accogliere gli appelli del Quirinale.

SCIOPERO

Contro le deroghe che affossano il CCNL

No ai sabati di straordinario

SABATO 11 settembre 2010
SABATO 18 settembre 2010
SABATO 25 settembre 2010
SABATO 02 ottobre 2010

COBAS SEVEL
Confederazione Cobas
e-mail: cobassevel@libero.it; franco.preta@libero.it

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Ieri sera la Corte di Assise di Torino ha accolto l’enorme lavoro del Procuratore Guariniello , teso a dimostrare il dolo e la non casualità nella conduzione dell’acciaieria, priva delle protezioni di sicurezza del lavoro, che portò alla atroce morte di 7 operai : l’Amministratore Delegato e la dirigenza ThyssenKrupp sono stati condannati a 16 anni di carcere , all’interdizione dai pubblici uffici, ad una pesante azione risarcitoria nel confronti delle molteplici parti civili,anche sindacali.

Ci sono voluti 3 anni e mezzo, tra istruttoria e processo, per giungere a questa tappa storica .

Fino all’ultimo gli altezzosi proprietari e dirigenti ThyssenKrupp, per nulla pentiti della tragedia provocata, hanno cercato di dimostrare che la colpa era degli operai morti.