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LA GESTIONE SANITARIA AZIENDALE IN PIAGGIO E' TUTTA DA RIVEDERE

La morte di un operaio non fa notizia, trova un piccolo spazio sulle pagine di cronaca ma finisce rapidamente nell'oblio. La morte di Enrico ha spinto i Cobas a conoscere meglio la procedura sanitaria adottata in caso di malori e infortuni in una grande fabbrica toscana come la Piaggio.

Emblematica è la mancanza di una casistica degli infortuni che dovrebbe essere periodicamente redatta e consegnata ai rappresentanti lavoratori alla sicurezza

Le procedure sanitarie prevedono trattamenti riservati solo ai\lle dipendenti Piaggio ma non al personale delle ditte che operano dentro lo stabilimento o agli interinali che a centinaia operano alle catene di montaggio. Un sistema di sicurezza dovrebbe essere rivolto alla totalità del personale a prescindere dal datore di lavoro, non si capisce , allora, perchè utilizzare due pesi e due misure

L’ambulanza interna alla Piaggio altro non è che un porter, un mezzo privo di un medico a bordo, di un defibrillattore, privo di strumenti di pronto intervento solitamente richiesti. L' ambulanza interna (è improprio definirla tale) viene usata solo per il trasporto di personale dipendente Piaggio anche quando l’intervento del 118 sarebbe più indicato, celere e sicuro

L’intera gestione sanitaria ricade su un infermiere che probabilmente non ha le competenze necessarie per decidere la permanenza in infermeria di un dipendente o il suo ritorno alle postazioni di lavoro. Non è dato sapere la ragione per la quale il protocollo adottato dalla Piaggio non parli anche degli addetti al primo intervento per altro richiesti espressamente dalle normative vigenti

La totale discrezionalità dell’infermiere è inspiegabile in considerazione del fatto che dovrebbe essere un medico ad effettuare gli eventuali accertamenti, del resto al lavoratore non viene consegnata alcuna documentazione a dimostrazione di quanto erronea sia la procedura adottata.

La permanenza di alcuni operai in infermeria sembra poi funzionale ad evitare il ricorso a strutture pubbliche presso le quali un infortunio anche di piccola entità sarebbe denunciato. In questo modo si occultano molti piccoli infortuni facendo apparire virtuosa una azienda il cui dispositivo sanitario è invece finalizzato ad evitare contenziosi con asl e inail.

Infine, vorremmo sottolineare che solo sintomi non correlati al lavoro sono motivi validi per consentire al lavoratore una uscita anticipata sorvolando sulle condizioni psico-fisiche del lavoratore che a seguito di un malore o di un infortunio potrebbero essere totalmente controindicate per la attività lavorativa stessa

Questi pochi elementi ci inducono a trarre alcune considerazioni

La procedura del pronto soccorso adottato da Piaggio va totalmente riscritta perché non consente una vera tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti piaggisti , interinali e in appalto.

Cambiare queste procedure è di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, di tutti coloro che operano dentro la Piaggio.

Confederazione Cobas Pontedera e valdera

 

 

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Ieri sera la Corte di Assise di Torino ha accolto l’enorme lavoro del Procuratore Guariniello , teso a dimostrare il dolo e la non casualità nella conduzione dell’acciaieria, priva delle protezioni di sicurezza del lavoro, che portò alla atroce morte di 7 operai : l’Amministratore Delegato e la dirigenza ThyssenKrupp sono stati condannati a 16 anni di carcere , all’interdizione dai pubblici uffici, ad una pesante azione risarcitoria nel confronti delle molteplici parti civili,anche sindacali.

Ci sono voluti 3 anni e mezzo, tra istruttoria e processo, per giungere a questa tappa storica .

Fino all’ultimo gli altezzosi proprietari e dirigenti ThyssenKrupp, per nulla pentiti della tragedia provocata, hanno cercato di dimostrare che la colpa era degli operai morti.