NOTIZIE
IL 17 NOVEMBRE 2011 I COBAS CONVOCANO, INSIEME ALLA CUB, LO SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA.
I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA
NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO
NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE
USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA
L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.
La valutazione dei Cobas sulla giornata del 15 ottobre
Il 15 ottobre ha segnato in tutto il mondo la nascita di un nuovo gigantesco protagonismo sociale. Milioni di cittadini ovunque in tutti i continenti hanno manifestato per difendere la democrazia ed i diritti, messi a rischio dall’arroganza dei governi, delle banche, dalla finanza speculativa e dalle istituzioni finanziarie, dalle classi ricche e potenti che vorrebbero fare pagare la crisi ai cittadini ed alle cittadine.
In Italia si è registrato il numero più alto di partecipazione, a dimostrazione della straordinaria vitalità dei movimenti e della società civile italiana. Cinquecentomila persone sono venute a Roma con le loro proposte e la loro indignazione, con l’obiettivo di supportare e partecipare alla nascita di un movimento contro la crisi e chi l'ha provocata.
15 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA PEOPLES OF EUROPE, RISE UP!
CAMBIAMO L'EUROPA, CAMBIAMO L'ITALIA
Corteo da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni – ore 14.00
Sono già centinaia le organizzazioni nazionali e locali, le reti, i movimenti che stanno preparando la loro partecipazione al grande, plurale, pacifico corteo che nel pomeriggio del 15 attraverserà le vie della Capitale, prima tappa di un percorso di mobilitazione che continuerà anche dopo quella giornata.
La manifestazione partirà alle 14.00 da piazza della Repubblica e, dopo aver attraversato via Cavour, Largo Corrado Ricci, via Dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via Labicana, via Manzoni, via Emanuele Filiberto, raggiungerà piazza San Giovanni.
210 le mobilitazioni già previste il 15 ottobre in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia causata dalle politiche anticrisi, che difendono i profitti e la speculazione finanziaria.
Appalti delle pulizie: Giunta del comune di Pisa o dello scaricabarile?
Vergogna!!!!!!
Siamo oggi in Consiglio Comunale per chiedere ascolto, verità e giustizia per le lavoratrici delle pulizie
Da settimane attendiamo un incontro con la Giunta Comunale sul nuovo appalto delle pulizie degli uffici comunali e giudiziari. L'assessore Ghezzi, a cui la Giunta aveva affidato il compito di incontrare le lavoratrici, da 10 giorni è uccel di bosco (ma solo per queste lavoratrici visto che compare in varie manifestazioni del Comune), l'Assessore Viale non era al corrente che in questo appalto è prevista anche la esternalizzazione del portierato (ma dov'è il controllo sugli appalti e sui servizi?), la commissione consiliare dopo 15 giorni non ha ancora comunicato data e orari dell' audizione.
La politica dello scaribarile regna sovrana, nessuno vuole rispondere e chi tace acconsente.
LA CRISI VA PAGATA DA CHI L'HA PROVOCATA
Con le “piazze indignate” verso la manifestazione nazionale del 15 ottobre
Presidio al Senato Piazza Navona (Corsia Agonale) a partire da martedi 6 ore 15.30
La devastante manovra economica del governo Berlusconi-Tremonti-Napolitano è il culmine di tre anni di attacchi alle condizioni di vita e di lavoro dei salariati/e e dei settori più deboli della società. Avevamo detto: "Noi la crisi non la paghiamo" e invece sono proprio le fasce più disagiate ad pagarla mentre coloro che l'hanno provocata, i grandi gruppi finanziari e industriali, sono stati sostenuti dai principali Stati europei che per questo hanno dissanguato le casse pubbliche. Essendo l'attacco generalizzato e continentale, la risposta va sviluppata a livello europeo e in ogni paese deve coinvolgere tutti i settori popolari colpiti. In Italia la manovra é condivisa nella sostanza da governo e opposizione, Confindustria e sindacati concertativi, Napolitano e Draghi. Le polemiche riguardano i dettagli: ed è stato addirittura il PD a denunciare la "pochezza" della precedente manovra che rinviava il grosso dei tagli al 2013-4, chiedendo che essi venissero operati tutti subito. La manovra avrà tempi parlamentari rapidi ma sarà una manovra-monstre permanente, su cui rimetteranno mano ogni volta che i "mercati" vorranno altro sangue popolare.
A manovra permanente va contrapposta lotta permanente, raccordata a livello europeo e coinvolgente non solo i lavoratori/trici "stabili", ma il vasto mondo del precariato, gli studenti, i giovani senza lavoro, il popolo che ha difeso i beni comuni trionfando ai referendum e quello della Val di Susa e gli altri che lottano contro gli scempi ambientali, e tutti i settori disagiati colpiti. L'Italia deve seguire i grandi esempi delle piazze "indignate" egiziane e tunisine, spagnole e greche, cercando un raccordo europeo di massa, di grande visibilità e impatto politico in difesa dei beni comuni, dei salari, dei servizi sociali, con un messaggio unificato, "La crisi va pagata da chi l'ha provocata": e stavolta sul serio.
La devastante manovra economica di agosto
Eravamo appena rimasti “tramortiti” dalla manovra ultima di luglio che è arrivata, ben più pesante, quella di agosto.
Per andare incontro alla crisi finanziaria internazionale, al crollo delle borse, ai diktat dei banchieri e delle grandi imprese e su ordine espresso della BCE, il ministro Tremonti, Berlusconi e il governo, con l’obiettivo del fatidico pareggio di bilancio, hanno partorito una manovra-monstre che è di 25,7 miliardi nel 2012 sino ad arrivare nel 2013 a 49,8 miliardi di euro, suscitando la condivisione dei vertici economici europei, il “”grande apprezzamento” della cancelliera tedesca Merkel, la sottoscrizione del decreto del Presidente Napolitano e il nullismo politico della sedicente “opposizione” parlamentare, con gli annessi sindacati governativi.
La manovra è una babele di tagli generalizzati a partire dai 6 miliardi nel 2012 e di 2,5 nel 2013 nei Ministeri sino ai 6 miliardi nel 2012 e di 3,5 nel 2013 negli Enti Locali.
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