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ACCORDO Interconfederale CONFINDUSTRIA-CGIL-CISL-UIL

VERGOGNA!

E’ UN ACCORDO CHE RECEPISCE ED OMOLOGA TUTTI I LAVORATORI AI DIKTAT DI MARCHIONE IMPOSTI CON IL RICATTO A POMIGLIANO E MIRAFIORI:LA DISTRUZIONE DEI DIRITTI DEL LAVORO, CON TAL ACCORDO INTERCONFEDERALE, DIVENTA PRATICA CORRENTE PER TUTTO IL MONDO DEL LAVORO.

Nella serata del 28/6 Confindustria e le segreterie di Cgil.Cisl.Uil hanno siglato l’accordo interconfederale su “ rappresentanza e validità dei contatti aziendali”, che sarà sottoposto in breve agli organi direttivi per l’approvazione definitiva , con l’esclusione dei lavoratori ! Per molti versi si torna agli anni ’50, quando alla prima sconfitta operaia in epoca repubblicana, sancita dalla Cgil con il “piegarsi alla ricostruzione“, imperò il Far West padronale che abrogò di fatto i contratti nazionali a favore del primato dei contratti aziendali gestiti in proprio con la complicità delle incapaci e spesso colluse Commissioni Interne. Bisognerà giungere agli anni ’60, dalla rivolta di P.za Statuto a Torino all’”autunno caldo”, per ridare dignità,diritti e conquiste ai lavoratori.

La premessa di questo fac simile Pomigliano-Mirafiori definisce:

a) “essenziale un sistema di relazioni …in grado di dare certezze ai tempi e contenuti della contrattazione, ma anche sull’affidabilità e il rispetto delle regole stabilite”, pena le sanzioni ai sindacati sottoscrittori (non ai lavoratori che non le rispettano);

b) la “ deroga” al CCNL, per il superamento dei limiti posti ai tempi e ritmi di lavorazione, all’organizzazione del lavoro e a altro ancora.

Nel merito, anche se l’Accordo non è retroattivo e formalmente non copre come voleva la Fiat le newco di Marchionne, vengono stabilite le "regole” capestro sulla validità degli accordi aziendali. Questi sono validi allorquando:

a) se approvati dal 50% delle RSU, senza passare per il voto dei lavoratori. Ma si sa che è alle RSA su cui Cisl e & puntano per il futuro “quale modello di rappresentanza: in tal caso per la firma basta il 50% delle deleghe, salvo l’eventualità che il 30% dei lavoratori chieda di sottoporre l’intesa al voto ;

b) i contratti aziendali approvati alle condizioni di cui sopra (con tanto di clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l’esigibilità degli impegni assunti) hanno effetto vincolante per le OS-RSU-RSA firmatarie, non per i singoli lavoratori “ ;

c) si ribadisce la licenza di deroga: i contratti aziendali sono esenti dai vincoli posti dai CCNL .

Per quanto attiene la rappresentanza, in sintonia con l’accordo Cgil.Cisl.Uil del 2008, viene esteso al settore Privato quanto previsto nel Pubblico Impiego, con la sostanziale differenza che la soglia del 5% viene calcolata sulla base dell’intera categoria anziché sui sindacalizzati, ovvero:

1) il numero di deleghe dovrà essere certificato dall’INPS ( si fa riferimento alla convenzione tra Inps e parti stipulanti, nulla si dice al riguardo per gli iscritti dei non stipulanti, vedi Cobas e vari altri), in base a quanto trasmesso dai datori di lavoro che notoriamente non accettano le adesione ai Cobas e alle organizzazioni sindacali non concertative;

2) il numero di deleghe + i risultati delle elezioni RSU, saranno trasmessi al CNEL (un organismo certamente non neutro) che dovrà stabilire la graduatoria delle organizzazioni che superano il 5% dei lavoratori appartenenti alla categoria, soglia occorrente per la legittimazione a negoziare nell’ambito della categoria a cui si applica il CCNL;

3) nulla si dice, invece, sulla soglia minima di rappresentanza complessiva delle organizzazioni che stipuleranno i contratti nazionali.

Con questo famigerato Accordo, che cancella e supera quello del luglio ’93, i Confederali si sono fatti carico esclusivamente dei disegni padronali, a scapito dei lavoratori che dovranno subire il peggiore potere dispotico in fabbrica e il logoramento psico-fisico, causa l’iper produttività .

 

La CONFEDERAZIONE COBAS nel momento in cui smaschera e condanna la funzione di “sindacato giallo” rappresentata da Cgil-Cisl-Uil, si fa carico di sostenere in ogni sede i lavoratori e le RSU che intendano lottare per la difesa dei diritti inalienabili, salariali e occupazionali, contro questo vergognoso futuro sindacale e politico, che vuole i lavoratori soccombenti e i giovani precari a vita.

Roma 29.06.2011

CONFEDERAZIONE COBAS

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.