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Tramvia di Firenze: uno spot durato 17 anni

Ovvia, ci siamo! È San Valentino, parte la mitica tranvia! Quella tranvia che è servita alle amministrazioni comunali susseguitesi in più di tre lustri per nascondere le proprie incapacità nel gestire il trasporto pubblico fiorentino, per riempirsi la bocca di gran promesse e rivoluzioni sconvolgenti a favore della mobilità, per tenerci buoni nell’ attesa del nuovo mitico tram. Troppe promesse, mai mantenute, abbiamo visto in questi anni da chi governava questa città.

Ci hanno detto che nasceva l’ azienda unica della mobilità (ATAF, Firenze Parcheggi, SaS, Silfi); ci hanno detto che ci sarebbe stata la piena integrazione tra ferro e gomma in modo da trovare un autobus appena scesi dalla tranvia, e che tutto questo avrebbe rilanciato il servizio pubblico cittadino e risanato il triste bilancio di ATAF.

Ci hanno detto e basta, perché nulla di tutto questo è stato fatto.

Gli unici che finora hanno fatto sacrifici sono stati come al solito i lavoratori e gli utenti.

Con i famosi 100 punti del signore di Firenze Don Matteo Renzi, abbiamo toccato l'apice a suon di spot e bugie!

Ø Punto 25 semafori intelligenti: come i 6 in 100 metri tra via alamanni e piazza stazione?

Ø Punto 26 paline Ataf parlanti:, per dire cosa? Per fare conversazione e intrattenere gli utenti che aspettano ore un bus che non passa?

Ø Punto 27: Signori, si cambia. Radicale cambiamento delle linee ATAF, meno linee lunghe, meno mezzi in strada, più puntualità delle corse.

Ø Piazza Duomo si chiude. Dall’oggi al domani. Pur di vedersi su tutte le TV… Che spot! Poi che importa se il cittadino per spostarsi deve prendere un bus che arriva dopo un’ora di attesa e che ne impiega il doppio per fare 100 metri in coda assieme al traffico privato… No questo non è importante. Non fa notizia.

E oggi, arriva il mega spot! Parte la tranvia!

Ormai Don Matteo lo aveva annunciato. Non può mica rimangiarsi la parola! Se ogni tanto deraglia nel collaudo, pace… L'importante per la sua immagine è che parta, il resto è irrilevante!

· Cosa volete che sia se un milione e duecentomila chilometri cioè quasi 3.000.000 di euro che in soldoni passeranno dall’Azienda Trasporti Fiorentina, a GEST, azienda francese?

· Cosa volete che sia se per 30 anni garantiamo con soldi pubblici un guadagno certo ai privati francesi e se nessuno vuol pagare i servizi su gomma di adduzione alla tranvia?

· Cosa volete che sia se dovevamo avere una sola azienda della mobilità ed invece ce ne troviamo 4 (GEST, ATAF, LI-NEA, SILFI) con relativi presidenti, consiglieri, dirigente e portaborse vari e relativi (lauti) stipendi e premi?

· Cosa volete che sia se tutto questo metterà ancora più in ginocchio ATAF?

· Cosa volete che sia se a pagare saranno ancora una volta solo i lavoratori,gli utenti e i cittadini?

· Cosa volete che sia?

Parte la tranvia. Evviva! Lo spot è servito.

Ci dispiace, Signor Sindaco, ma noi non ci facciamo prendere per il culo!

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I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Ieri sera la Corte di Assise di Torino ha accolto l’enorme lavoro del Procuratore Guariniello , teso a dimostrare il dolo e la non casualità nella conduzione dell’acciaieria, priva delle protezioni di sicurezza del lavoro, che portò alla atroce morte di 7 operai : l’Amministratore Delegato e la dirigenza ThyssenKrupp sono stati condannati a 16 anni di carcere , all’interdizione dai pubblici uffici, ad una pesante azione risarcitoria nel confronti delle molteplici parti civili,anche sindacali.

Ci sono voluti 3 anni e mezzo, tra istruttoria e processo, per giungere a questa tappa storica .

Fino all’ultimo gli altezzosi proprietari e dirigenti ThyssenKrupp, per nulla pentiti della tragedia provocata, hanno cercato di dimostrare che la colpa era degli operai morti.