Sotto il diktat di Marchionne va avanti l’affossamento del CCNL, facendo a pezzi i diritti consolidati del lavoro.
La disdetta del contratto dei metalmeccanici del 2008 che scade all’inizio del 2012, l’ultimo firmato anche dalla Fiom, da parte di Federmeccanica è un ulteriore passo di un processo finalizzato a destrutturare il sistema dei diritti e delle regole che hanno finora governato il mondo del lavoro.
Infatti Pomigliano insegna….Federmeccanica assieme ai due sindacati complici (Fim e Uilm) discuterà le deroghe da apportare al contratto nazionale dei metalmeccanici, in particolare il confronto inizierà dal settore dell’auto come richiesto da Marchionne. Ma non ci sarà nulla da discutere, il “contratto dell’auto” c’è già: è il «modello Pomigliano» che sarà imposto a tutte le fabbriche della Fiat e poi esteso all’indotto, con l’applauso del governo.
CONTRO IL” DIKTAT MARCHIONNE” CHE PRETENDE DI CANCELLAREI DIRITTI COSTITUZIONALE DI SCIOPERO E CONFLITTO SINDACALE.
Eccolo smascherato il piano Marchionne “ prendere o chiudere Pomigliano”, su cui si incentrano le mire dell’intero padronato e del governo tesi a liquidare la resistenza dei lavoratori tutti ! Compleanni da morto : per l’Alfa che festeggia i 100 anni con Pomigliano che smette di produrla ; per lo Statuto dei Lavoratori che compie 40 anni ,con il governo Berlusconi che vuole liquidarlo! Alla Fiat-Pomigliano la posta in gioco non è più solamente la super produttività e il regime da caserma, bensì utilizzare il ricatto “ chiusura Pomigliano”per piegare le residue azioni sindacali per soccombere al diktat dell’abolizione dello sciopero e della contrattazione.
Il 9/7 , non è bastato ai lacchè Cisl-Uil-Ugl-Fismic omaggiare il padrone Fiat a Torino – accordandogli tutto, ovvero l’assenza di vertenze,rivendicazioni,diritti,scioperi - questi venduti si sono assunti la funzione di “ Kapò”, in nome della “ governabilità “ della caserma di Pomigliano !
Spetterà a loro il lavoro sporco della decimazione dei lavoratori, il collocamento dei selezionati per il passaggio alla nuova società , non più Fiat, che costruirà la Panda alle condizioni capestro impartite da Marchionne. Spetterà a loro fare la spia e denunciare fino ai licenziamenti , quei comportamenti liberatori che insorgeranno anche tra quelli del SI individuati per la “ new co.”.
Di questo si è parlato e concordato il 9/7 a Torino con l’americano Marchionne, che preferisce gli scontati osanna degli sconfitti “ operai-proprietari” della Crysler ( il 63% delle azioni Crysler “appartengono” agli operai, tramite i fondi pensione) piuttosto che prendere atto della dignità e della coscienza espressa dagli operai di Pomigliano con il rifiuto del suo piano disastroso e liberticida. Al dunque, Marchionne e i lacchè liquidatori testamentari dei diritti indisponibili , cosa hanno macchinato contro gli operai di Pomigliano ??!